
La Cambogia in forte sviluppo economico mi è sembrata la Thailandia di circa 20 anni fa: infatti nel 2004 sono stato per la prima volta nel sud-est asiatico visitando Bangkok, l’isola di Samui (per sempre nel mio cuore) e la super turistica Phuket. Sono arrivato alla capitale Phnom Penh e il primo consiglio che darei è di pernottare maggiormente a Siem Reap vicino i siti archeologici e dalla vita meno caotica essendo molto più piccola. La capitale della Cambodia è ricca di monumenti importanti e il primo che ho visitato in autonomia, dopo una bella passeggiata dall’hotel è stata la collina Wat Phnom dove secondo la leggenda, una donna di nome Penh vide un enorme tronco galleggiare lungo il corso del fiume. Dopo aver portato a riva il tronco, Penh trovò al suo interno quattro immagini in bronzo del Buddha e considerato un segno divino, per custodire le immagini sacre fu realizzato un santuario alla sommità dell’unico rilievo presente nel 1372, interamente in legno. Successivamente, come tipico per questi templi buddisti non in pietra, il tempio fu ricostruito nel 1434, 1806, 1894 e nel 1926.
Merita la visita il Palazzo Reale (la residenza ufficiale dei sovrani di Cambogia) di Phnom Penh che è situato nel centro della capitale, lungo il corso del fiume Tonle Sap, la cui costruzione risale al 1860, anno in cui il sovrano Norodom trasferì la capitale del regno da Oudong a Phnom Penh. Il grande complesso monumentale è suddiviso in quattro settori: la Sala dell’Incoronazione, la Pagoda d’Argento, il Palazzo Khemarin e la Corte Interna.
Leggermente fuori rispetto ai monumenti principali di Phnom Penh è l’eccentrico Tempio d’Oro, il cui nome è Mongkol Serei Kien Khleang Pagoda, un monumento di culto buddista, costruito recentemente, con la caratteristica di essere vistoso e davvero esagerato per la profusione dell’oro utilizzato nelle decorazioni.
La distanza da Phnom Penh a Siem Reap è di circa 320 km quindi suggerisco di utilizzare il pullman che è davvero economico anche se, visto le strade poco veloci ci impiega 5 ore il mezzo diretto mentre il pullman locale con le fermate impiega ben sette ore! Arrivato a Siem Reap ho prenotato una struttura con piscina con molte ore di relax tra un’escursione e l’altra.
Il mattino seguente (escursione all’alba alle ore 5:00) ho realizzato il sogno di visitare Angkor Wat (in lingua khmer “Tempio della città”) il tempio khmer all’interno del sito archeologico di Angkor, che fu fatto costruire dal re Suryavarman II (1113-1150) presso Yasodharapura, la capitale dell’impero. Oggi è il più grande monumento religioso nel mondo, originariamente concepito come un tempio indù, fu gradualmente trasformato in un tempio buddista verso la fine del XII secolo.
Un sito archeologico grandioso, completamente circondato dalla foresta tropicale dove natura e archiettura si fondono perfettamente.
Il sito occupa parte della vasta pianura alluvionale compresa tra il grande lago Tonlé Sap e il gruppo montuoso del Phnom Kulen. La maggioranza dei templi più noti e visitati è concentrata in un’area di circa 15 km per 6,5 km a nord di Siem Reap ma l’area totale definibile come Angkor è molto più vasta.
Altri complessi monumentali che ho visitato sono Angkor Tom, il tempio Baphoun, il tempio Sour Proat, il Ta Keo e il più affascinante in assoluto resta il Tempio Ta Prohm con questi alberi immensi che avvolgono le rovine dell’antica costruzione.
Dopo un giorno di riposo (durante il quale ho visitato il Museo Nazionale di Siem Reap) ho voluto chiedere questo viaggio indimenticabile con l’escursione al villaggio galleggiante di Kapong Pluk dove anche la scuola era costruita sull’acqua per un popolo che vive di pesca d’acqua dolce tutto l’anno e infine il tramonto sul lago Tonle Sap.
Il Laos e la Cambodia sono due paesi che hanno in comune la cultura khmer ma nel primo paese, più piccolo, si assapora meglio la tradizione in quanto non è ancora arrivato il turismo di massa mentre la Cambogia con il suo sito archeologico “regionale” ti affascina con la bellezza di monumenti grandiosi che da sempre ammaliano i visitatori da tutto il mondo. Francesco Diliddo.












Visitai la Cambogia 10 anni fa. Certo i templi di Anghor Wat sono stupendi, ma quante volte li hai visti in TV o sui libri. Ricordo come molto più interessante la tre giorni in piroga sugli affluenti del Mekong ai confini con il Laos. Minoranze etniche che non parlano neppure il cambogiano (avevo il doppio interprete). Ogni isola era un interessante mondo a sè.
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